Tra performance leggendarie e un finale stravolto per motivi legali, il nuovo film su Michael Jackson sceglie la strada della celebrazione assoluta. Un’opera che rinuncia a esplorare le ombre del Re del Pop, trasformando la biografia in un omaggio per soli fan.


Dimenticate il cinema verità, qui siamo nel territorio della propaganda emotiva. Se speravate che questo biopic avesse il coraggio di guardare dritto negli occhi i demoni di Michael Jackson, rimarrete delusi. Il film di Antoine Fuqua non è un’opera coraggiosa, è un’operazione di pulizia d’immagine fatta con un budget stellare. Si ha quasi l’impressione che la produzione abbia avuto troppa paura di sporcare il vestito bianco di Thriller, preferendo costruire un monumento intoccabile piuttosto che un ritratto umano. Resta da capire se siamo al cinema o a una messa cantata.


Trama

Il film ripercorre l’ascesa di Michael Jackson dai successi infantili con i Jackson Five fino alla consacrazione come il più grande performer del mondo. Il film esplora la sua incessante ambizione creativa e la vita fuori dal palcoscenico, mettendo in luce il percorso di un artista che ha ridefinito la cultura pop globale.


Diciamoci la verità: guardando Michael, l’impressione è quella di trovarsi davanti a un lunghissimo video celebrativo più che a un film vero e proprio. È un’opera pensata quasi esclusivamente per i fan che hanno già deciso di amarlo, una sorta di santino cinematografico che punta tutto sull’impatto emotivo delle performance (esteticamente incredibili, va detto) ma che scivola via senza mai scavare davvero sotto la superficie. Scegliendo la strada dell’idealizzazione assoluta, il regista Antoine Fuqua finisce per consegnarci un ritratto bidimensionale, dove le zone d’ombra sono state accuratamente spazzate sotto il tappeto per non disturbare il mito.

Il retroscena dei rinvii e i tagli dell’ultimo minuto

Il paradosso è che questo vuoto narrativo non è casuale, ma figlio di un vero e proprio caos produttivo e legale. L’uscita del biopic, inizialmente prevista per il 2025, è slittata di un anno intero proprio perché la produzione ha dovuto rimettere mano a tutto il finale. Inizialmente, la sceneggiatura arrivava fino al 1993, affrontando di petto le prime pesanti accuse di abusi su minori. Il problema? Gli eredi di Jackson, che co-producono il film, si sono accorti solo all’ultimo di una clausola nell’accordo con la famiglia Chandler che vietava categoricamente di citare la vicenda in opere cinematografiche.

La verità sulla sceneggiatura originale

La cosa più assurda però è emersa grazie a un’indagine del New York Times: la parte eliminata non era affatto un tentativo di fare chiarezza o uno sguardo critico sulle ombre di Jackson. Al contrario, la sceneggiatura originale era stata scritta per santificarlo ulteriormente, dipingendo la popstar come la vittima di un complotto e di un ricatto orchestrato dai Chandler. In pratica, quegli atti giudiziari (tra cui le descrizioni fisiche fornite dal tredicenne Jordan Chandler che portarono a un patteggiamento da 25 milioni) venivano trasformati in un espediente narrativo per scagionare Michael. Alla fine, per colpa di un intoppo burocratico, ci resta tra le mani un racconto monco che sceglie di concentrarsi solo sul rapporto complicato con il padre Joe, interpretato da Colman Domingo, lasciando nel cassetto tutto ciò che di controverso e doloroso ha segnato la vita del Re del Pop. Un’occasione sprecata per fare un cinema onesto, che preferisce rassicurare il cuore dei fan piuttosto che stimolare una riflessione vera.

In definitiva, tutto sta nel cosa cercate quando comprate il biglietto. Se siete fan sfegatati del Re del Pop, probabilmente uscirete dalla sala con le lacrime agli occhi, estasiati da questa celebrazione. Ma se non fate parte della schiera dei fedelissimi o, più semplicemente, siete spettatori che all’omaggio preferiscono l’onestà intellettuale del grande cinema, allora mettetevi l’anima in pace: preparatevi a essere bersagliati da chi non accetta critiche e preferisce la santificazione del mito alla realtà dei fatti.


Scheda tecnica

  • Titolo originale: Michael
  • Genere: Biografico
  • Regia: Antoine Fuqua
  • Casa di produzione: Lionsgate, Universal Pictures, GK Films
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Interpreti: Jaafar Jackson, Colman Domingo, Nia Long, Miles Teller, Laura Harrier, KeiLyn Durrel Jones, Kat Graham, Larenz Tate, Kendrick Sampson, Jessica Sula, Jamal R. Henderson, Tre Horton, Rhyan Hill, Joseph David-Jones
  • Durata: 127’
  • Origine: USA, UK 2026

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