La ricerca di un’identità e di un posto nel mondo inizia da Seoul


Un film magistrale, struggente, potente e affascinante

Ritorno a Seoul è il secondo lungometraggio del regista franco cambogiano, Davy Chou, che già si era fatto notare con Diamond Island alla Semaine di Cannes nel 2016. Dopo essere stato presentato nella selezione ufficiale nella sezione Un Certain Regard del 75° Festival di Cannes e in anteprima italiana al Torino Film Festival, Ritorno a Seoul è uscito finalmente nei cinema italiani, distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con MUBI.


Trama:

Freddie, 25 anni, impulsiva e testarda, torna in Corea del Sud per la prima volta da quando, appena nata, è stata adottata da una coppia francese. Qui, inizia a cercare i genitori che l’hanno abbandonata. Tra incontri, nuove amicizie e l’ombra di una madre biologica che non vuole farsi rintracciare, la ragazza si trova immersa in una cultura molto diversa dalla sua e intraprende un viaggio nel viaggio che la porterà in direzioni del tutto inaspettate. Per scoprire che forse questa è la vita: incontrare l’inaspettato, cavalcarlo, essere tutte le persone che avresti potuto essere.

Ci sono viaggi che ti fanno scoprire nuovi luoghi, altri che ti fanno prendere decisioni importanti e poi ci sono quelli che ti cambiano la vita. Quello di Freddie a Seoul è decisamente un viaggio che cambia la vita. Davy Chou prende spunto da una storia che gli viene raccontata da un’amica coreana e che si collega alla sua esperienza personale. I genitori del registi sono scappati dalla Cambogia durante il periodo dei khmer rossi, che racconta nel suo documentario Golden Slumbers. Freddie è una ragazza di 25 anni che parte per la Corea del Sud e arriva nella capitale. Non è la su prima volta a Seoul, a dire il vero c’è nata, ma è stata data in adozione da neonata ad una coppia francese. Freddie, interpretata da una straordinaria Park Ji-min, è la classica ragazza che risulterebbe a molti antipatica, il suo sguardo è freddo e il suo atteggiamento è spavaldo. Ma pian piano, quando inizi a conoscerla, ti rendi conto che in realtà è una persona molto fragile. Freddie vuole rimettere insieme i pezzi della sua identità. Forse è un po’ quello che tutti i ragazzi adottati cercano di fare. Scoprire chi sono e, soprattutto, capire perché sono stati abbandonati. Ritorno a Seoul è una carica di emozioni, un film commuovente, un viaggio che intraprendi sotto braccio con la protagonista, perché ognuno di noi ha affrontato o affronterà quel viaggio alla ricerca della propria identità. Ma il cammino della protagonista non è semplice. Non è lei a decidere se conoscere o no i genitori biologici. L’incontro con il padre non sarà per nulla piacevole. Non solo l’incompatibilità della lingua gli impedisce di avere un dialogo e stringere un rapporto, ma il padre è un uomo spesso ubriaco che diventa una figura ossessiva per Freddie. L’uomo vorrebbe rimediare agli errori del passato e riportare la figlia a casa. Ma ciò che incide maggiormente sulla vita di Freddie è il rifiuto della madre di incontrarla.

Ritorno a Seoul è una continua ricerca di se stessi e di quel posto dove stare al mondo. Davy Chou non esaspera mai con la rappresentazione dei sentimenti, al contrario li minimalizza, rendendoli cosi più fragili e sensibili. Ed è proprio quando pensi che quel cammino sta per concludersi che il regista ti spiazza con un finale struggente accompagnato dal dolce suono di un pianoforte.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Retour À Séoul
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Davy Chou
  • Sceneggiatura: Davy Chou
  • Casa di produzione: Aurora Films, Vandertastic Films, Frakas Productions
  • Distribuzione: I Wonder Pictures in collaborazione con MUBI
  • Interpreti: Park Ji-min, Oh Kwang-rok, Cho-woo Choi, Guka Han, Kim Sun-young, Yoann Zimmer, Louis-Do de Lencquesaing, Hur Ouk-Sook, Emeline Briffaud
  • Durata: 117 minuti
  • Origine: Francia, Cambogia, 2022
  • Data d’uscita:
  • Data d’uscita italiana: 11/05/2023

Una replica a “Ritorno a Seoul, di Davy Chou”

  1. […] parte delle giornate. Poi ci sono film, come Rapito di Bellocchio o Sanctuary di Zachary Wigon, Ritorno a Seoul di Davy Chou, per citarne alcuni, che vengono proiettati in poche sale o per un periodo limitato di […]

    "Mi piace"

Lascia un commento

In voga