The Running Man è una critica feroce alla disuguaglianza economica e al controllo mediatico, dove la morte diventa puro intrattenimento per lo share.
The Running Man è il secondo adattamento cinematografico del romanzo di Stephen King, pubblicato nel 1982 con lo pseudonimo di Richard Bachman. Più fedele al libro rispetto alla prima trasposizione cinematografica del 1987, con protagonista Arnold Schwarzenegger, The Running Man ci mostra un futuro distopico in cui i media hanno il controllo sulla società.
Trama:
The Running Man è il programma televisivo più seguito al mondo: un reality show estremo in cui i concorrenti, devono rispettare una sola regola per restare vivi: fuggire per 30 giorni, in diretta TV, braccati da killer professionisti. Ben Richards è costretto ad entrare nel gioco per salvare la figlia malata.
Ben Richards, interpretato da Glen Powell, è un uomo qualunque che vive ai margini e si trova costretto a compiere una scelta rischiosa: partecipare al reality show The Running Man per tentare di vincere l’enorme somma di denaro per salvare la figlia malata. Il gioco ha una sola regola: i “runner” (così vengono chiamati i concorrenti) devono sopravvivere per 30 giorni, mentre i “cacciatori”, spietati killer professionisti, danno loro la caccia per eliminarli. Tutto avviene in diretta televisiva, dove il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo: ogni segnalazione o informazione utile sui runner viene ricompensata, contribuendo così all’esecuzione dei concorrenti, che rappresenta il momento più atteso e cruento dello show. Dietro quest’ultimo, si cela Dan Killian (Josh Brolin), produttore del programma, che trasforma sofferenza e morte in puro intrattenimento. Edgar Wright dirige un film adrenalinico, in cui lo spettatore stesso diventa parte del pubblico del programma, partecipa alla caccia, tifa e trattiene il respiro mentre Ben scappa, corre e lotta per la propria sopravvivenza.

Diversamente da L’Implacabile, film di Wright, così come il romanzo, è una critica sociale e politica che mette in evidenza una società contemporanea cinica, che trova affinità con l’opera di George Orwell 1984. Diverse sono le critiche che vengono mosse: la disuguaglianza economica, dove i ricchi vivono nel lusso e la disperazione economica spinge le persone a scelte estreme pur di cambiare la loro vita; la televisione diventa un mezzo di controllo, una distrazione dai problemi sociali. Il dolore e addirittura ma morte sono intrattenimento e lo share è più importante della dignità umana, addirittura della vita di una persona, perché ormai l’uomo è incapace di provare compassione.
La vita dei più poveri diventa dunque potenziale showtime per il ceto più abbiente, che si sollazza nel vedere un sadico gioco. Cavie umane al servizio dei potenti, in altre parole. The Running Man compie un’operazione audace, così come lo stile registico di Edgar Wright, sempre al limite del taglio televisivo e dello spot. Una storia di circa quarant’anni fa che oggi suona più attuale che mai, dove le disuguaglianze sociali si ampliano sempre di più. In sala a partire dal 13 novembre.
Scheda tecnica
- Titolo originale: The Running Man
- Genere: Azione, thriller, fantascienza
- Regia: Edgar Wright
- Sceneggiatura: Edgar Wright, Michael Bacall
- Casa di produzione: Complete Fiction, Genre Films
- Distribuzione: Paramount Pictures Italia, Eagle Pictures
- Interpreti: Glen Powell, Josh Brolin, Colmar Domingo, Lee Pace, Emilia Jones, Michael Cera, Daniel Ezra, William H. Macy, David Zayas, Katy O’Brian
- Durata: 133 minuti
- Origine: Stati Uniti, Regno Unito, 2025





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