Ancora una volta il body horror è un mezzo per parlare dell’ossessione femminile per la bellezza.
“Chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire.” Questo è un detto che noi donne conosciamo fin troppo bene, ma in The Ugly Stepsister, viene preso terribilmente alla lettera. Il film, diretto da Emilie Blichfeldt, rievoca la fiaba di Cenerentola da un punto di vista del tutto inedito: quello della sorellastra Elvira.
In The Ugly Stepsister non troverete canzoni, animaletti parlanti o fate madrine, al posto loro ci sono ossessione, dolore e sangue. Ed è l’ossessione per la perfezione e la bellezza che rende il film drammaticamente reale, senza tempo.
In The Ugly Stepsister non c’è spazio per la magia dei fratelli Grimm: ci sono aghi, vermi e parti del corpo mozzati. Perché, come recita il vecchio detto, “chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire”.
Trama:
E se l’eroina della storia, per una volta, non fosse Cenerentola, ma la sorellastra “cattiva”? Elvira sogna il principe azzurro e una vita da favola. Pur di conquistarlo e avere la meglio sulla sua bellissima sorella acquisita, Agnes, sarà disposta a sopportare qualunque sofferenza, tortura, mutilazione. Perché se la scarpetta non calza… basta tagliarsi il piede.
La fiaba Cenerentola riscritta in chiave horror
Non sto qui a raccontarvi la trama del film, quella la conosciamo tutti. Ciò che conta davvero è capire perché un horror come The Ugly Stepsister sia un riadattamento dei classici Disney così diverso dagli altri. Non è solo rivivere la storia dal punto di vista di uno degli antagonisti, ma di ciò che il film vuole comunicare al suo pubblico.
Ancora una volta, l’horror si rivela il mezzo più potente per parlare di temi profondi. Elvira non è semplicemente la sorellastra brutta di Cenerentola: è una ragazza che sogna l’amore, in particolare quello del Principe.
Come nella fiaba dei fratelli Grimm, tutto ruota attorno al ballo che deciderà la futura sposa del sovrano. Ma come può Elvira competere con la bellezza di Agnes e delle altre ragazze del reame?
Spinta dal desiderio di essere bella agli occhi del principe, Elvira si sottopone a una serie di procedure di “miglioramento” tanto brutali quanto dolorose. Eppure, nonostante le torture inflitte, nulla le provoca più sofferenza del confronto con Agnes.

Il body horror incontra l’ossessione per la bellezza
Emilie Blichfeldt prende in prestito la fiaba di Cenerentola per mostrarci quanto l’ossessione per i canoni di bellezza possa spingerci oltre limite. Perché, in fondo, niente fa più male dell’essere invisibili.
A cambiare non è solo l’aspetto fisico. Elvira ci viene presentata inizialmente come un personaggio puro, ma man mano che il suo corpo “migliora”, la sua innocenza si corrode. La bellezza diventa uno strumento per ottenere qualcosa. La matrigna sottopone la figlia a procedure estremamente dolorose pur di renderla “presentabile” agli occhi di ricchi pretendenti, ignorando completamente la sofferenza che le sta infliggendo.
Dall’altra parte, Cenerentola, che Blichfeldt ci presenta in una versione lontana da quella tradizionale, sfrutta la propria bellezza per conquistare il principe e risollevare il suo status economico.
Attraverso questi due esempi, The Ugly Stepsister si trasforma in una potente critica alla mercificazione della bellezza e allo sfruttamento del corpo femminile come mezzo per ottenere vantaggi sociali ed economici.

Il prezzo del desiderio
Tutti, in The Ugly Stepsister, hanno qualcosa da guadagnare, tranne Elvira.
Sì, il film è un riadattamento in chiave horror di Cenerentola, ma l’epilogo finale non cambia. Emilie Blichfeldt non risparmia nulla allo spettatore: ci costringe a guardare ogni tortura inflitta alla protagonista.
Ogni personaggio è viscido, corrotto, moralmente ripugnante. Tutti, tranne Alma, la sorella di Elvira, l’unica davvero consapevole che ciò che la madre e la sorella stanno facendo non è sano.
E forse, in fin dei conti, anche Elvira avrà un lieto fine, diverso, da quello che sognava ma pur sempre un lieto fine.
Scheda tecnica:
- Titolo originale: Den Stygge Stesøsteren
- Genere: Horror
- Regia: Emilie Blichfeldt
- Sceneggiatura: Emilie Blichfeldt
- Casa di produzione: Mer Film, Lava Films, Motor, Zentropa
- Distribuzione: I Wonder Pictures
- Interpreti: Lea Myren, Ane Dahl Torp, Thea Sofie Loch Næss, Flo Fagerli, Isac Calmroth, Malte Gårdinger
- Durata: 105 minuti
- Origine: Norvegia, Polonia, Danimarca, Svezia, 2025





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