Crudo, potente e ipnotico, Warfare non concede respiro allo spettatore, ma lo trascina in un viaggio cinematografico assoluto. Un’esperienza che travolge e cattura senza tregua.


Quando mi sono seduta in sala per guardare Warfare, le mie aspettative erano, lo ammetto, cariche dei cliché che spesso accompagnano le narrazioni belliche. Mi aspettavo il consueto atto d’accusa contro l’orrore della guerra, un racconto moraleggiante con eroi e “cattivi” ben definiti, e la rassicurante consapevolezza di aver assistito a una denuncia sociale. Warfare però non è nulla di tutto ciò, e la sua potenza, la sua forza devastante, si trova proprio nel saper come ribaltare abilmente ogni aspettativa che si può avere su un film di guerra.

Sono uscita dalla sala non con una lezione sulla giustizia o l’ingiustizia della guerra, ma con una consapevolezza molto più amara e cruda: per quanto tu possa illuderti, per quanto tu possa credere che la guerra sia un gioco di strategia o un’opportunità per dimostrare un coraggio eroico, quando la realtà del conflitto ti piomba addosso, sei solo un essere umano terrorizzato. Ti resta poco della presunta gloria, solo le cicatrici: quelle visibili sul corpo e, ben più profonde, quelle che ti porti dentro.


Trama:

Tratto da una storia vera, Warfare – Tempo di guerra è un’immersione nella sconvolgente realtà dei conflitti moderni. Questo film di pura azione è stato infatti realizzato sulla base dei ricordi, delle testimonianze e delle esperienze vissute sul campo da un gruppo di uomini dei corpi speciali della marina americana, i Navy SEAL – tra cui lo stesso Mendoza – che hanno partecipato a una missione ad alto rischio a Ramadi, in Iraq, nel 2006. 


Un Immersione cruda e senza filtri

Ciò che rende Warfare un’esperienza tanto viscerale è la sua rappresentazione diretta e spietata della guerra. Siamo nel 2006: con uno stile documentaristico Garland utilizza lo strumento cinematografico per riprendere l’operazione militare a Ramadi, in Iraq. Lo spettatore diventa attore, si ritrova tra la polvere, con il rumore delle esplosioni che lo martellano costantemente. C’è sangue e ci sono urla: uomini che non “giocano” più a fare la guerra, ma la vivono in tutto il suo orrore. Non è un film sulla guerra: questa è la guerra. Non ci sono buoni o cattivi, ma solo esseri umani scaraventati in una realtà disumana, costretti a uccidere per non essere uccisi. Una realtà in cui la propria sopravvivenza diventa più importante di qualsiasi ideale politico.


La verità senza edulcorazioni

Warfare si spoglia di ogni espediente tipico del cinema di guerra, aggiungendo così ancora più drammaticità alla storia: non ci sono attori hollywoodiani di bell’aspetto; non c’è un finale glorioso e patriottico; non ci sono backstory dei protagonisti; non ci sono colonne sonore. Ci sono solo i rumori e le voci della guerra.

Con Warfare il cinema smette di essere intrattenimento e si trasforma in informazione. Parla attraverso suoni e immagini, mettendo lo spettatore di fronte all’orrore puro. Un film co-scritto e diretto con Ray Mendoza, ex Navy SEAL, nato dai racconti di chi la guerra l’ha vissuta davvero.

Come i soldati, Warfare si infiltra sotto la pelle e ti costringe a partecipare alla brutalità che ancora oggi, da spettatori passivi, viviamo quotidianamente. Ma qui non puoi cambiare canale, non puoi swippare sul telefono per passare ad un altro video: sei costretto a guardare.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Warfare
  • Genere: Guerra
  • Regia: Ray Mendoza, Alex Garland
  • Sceneggiatura: Ray Mendoza. Alex Garland
  • Casa di produzione: DNA Films, A24
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Interpreti: D’Pharaoh Woon-A-Tai, Will Poulter, Cosmo Jarvis, Kit Connor, Finn Bennett, Joseph Quinn, Charles Melton
  • Durata: 95 minuti
  • Origine: Stati Uniti, Regno Unito, 2025

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