La morte non dimentica… e stavolta ha un volto familiare.
Dopo 14 anni dall’ultimo capitolo, Final Destination: Bloodlines non solo riporta in vita una delle saghe horror più amate gli anni 2000, ma rappresenta anche un riuscito tentativo di rilancio del franchise, grazia ad un’intelligenza narrativa che sorprende. Non siamo di fronte a un semplice revival nostalgico: il film riesce a costruire un ponte coerente tra passato e presente ad un universo che sembrava destinato a ripetersi.
Trama:
Tormentata da un violento incubo ricorrente, Stefanie torna a casa dal college per rintracciare l’unica persona in grado di interrompere un ciclo mortale che coinvolge i membri della sua famiglia, e salvarli dalla macabra fine che inevitabilmente li attende.
La sceneggiatura, scritta da Guy Busick (già noto per i suoi lavori sulla saga di Scream), compie un’operazione intelligente: introdurre un contesto genealogico. Il cuore pulsante del film è la sua nuova protagonista, Stefani Reyes, giovane donna tormentata da visioni e da un’eredità familiare oscura. La scelta di radicare la storia in una “linea di sangue” funge da meccanismo coesivo per collegare in maniera credibile gli eventi dei film precedenti. La morte non è più solo un’entità astratta che colpisce casualmente, diventa un’”eredità” transgenerazionale che si insinua nella storia di una famiglia.
Finalmente, non abbiamo solo “carne da macello”. Il lavoro sui personaggi si rivela sorprendentemente accurato per un film appartenente a un sottogenere, quello splatter paranormale, che tende spesso a sacrificare lo sviluppo umano in favore del puro meccanismo spettacolare. La protagonista, Stefani Reyes, è una ragazza consapevole del proprio destino, ma è determinata a trovare una soluzione al destino a cui lei e i suoi cari sono stati condannati. I membri della famiglia, seppur funzionali al classico effetto domino della trama, sono delineati con sufficiente profondità, aggiungendo un coinvolgimento emotivo quando la Morte arriva a reclamare ciò che le spetta.

Naturalmente, il film non rinuncia al suo spirito splatter, anzi: lo eleva. Dal punto di vista registico, Final Destination Bloodlines mantiene salda la grammatica visiva, le sequenze di morte, vero marchio di fabbrica del franchise, anche in questo sesto capitolo sono sadicamente coreografate. Ogni “incidente” mantiene il senso di imprevedibilità che ha reso celebre la serie, l’ironia nera e quella dose calibrata di disgusto che strappa risate.
Il ritorno di Tony Todd nei panni del misterioso e enigmatico William Bludworth conferisce un senso di continuità alla saga. È quasi ironico pensare che Final Destination Bloodlines rappresenti l’ultima apparizione cinematografica dell’attore, scomparso nel 2024. Il suo discorso nel film non è soltanto toccante, ma sottolinea con forza l’importanza di vivere appieno ogni istante.
I registi Zach Lipovsky e Adam B. Stein non dimenticano di omaggiare i precedenti capitoli e dirigono un film che non è solo un buon prodotto horror, ma un esempio di come un franchise, se gestito con intelligenza, possa evolversi senza tradire le proprie radici.
Con Final Destination Bloodlines il cerchio si è definitivamente chiuso?
Scheda tecnica:
- Titolo originale: Final Destination Bloondlines
- Genere: Horror
- Regia: Zach Lipovsky, Adam Stein
- Sceneggiatura: Guy Busick
- Casa di produzione: New Line Cinema, Practical Pictures, Freshman Year, Fireside Films
- Distribuzione: Warner Bros. Italia
- Interpreti: Kaitlyn Santa Juana, Teo Briones, Richard Harmon, Anna Lore, Owen Patrick Joyner, April Telek, Max Lloyd-Jones, Rya Kihlstedt, Tinpo Lee, Brec Bassinger, Gabriele Rose, Alex Zahara, Tony Todd
- Durata: 110 minuti
- Origine: Stati Uniti, 2025
- Data d’uscita: 16/05/2025
- Data d’uscita italiana: 15/05/2025






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