Gongfu movie e Quentin Tarantino in una Roma multietnica. Mainetti si conferma uno dei registi più visionari del panorama italiano.


Si passa dai supereroi di Lo Chiamavano Jeeg Robot, alla Roma occupata dai nazisti nel 1943 di Freaks Out, al gongfu movie de La Città Proibita. Il terzo lungometraggio di Gabriele Mainetti, consacra il regista come tra i più visionari e interessanti del nostro Paese.


Trama:

Mei, una misteriosa ragazza cinese, arriva a Roma in cerca della sorella scomparsa. Il cuoco Marcello e la mamma Lorena portano avanti il ristorante di famiglia tra i debiti del padre Alfredo, che li ha abbandonati per fuggire con un’altra donna. Quando i loro destini si incrociano, Mei e Marcello combattono antichi pregiudizi culturali e nemici spietati, in una battaglia in cui la vendetta non si può scindere dall’amore.


Siamo in zona Esquilino, il fulcro del territorio romano dove si concentrano diverse etnie. A Piazza Vittorio Emanuele si mescolano tante culture, diverse lingue e tradizioni. Mainetti ci mostra un’altra faccia di Roma, quella più caotica, più internazionale. La Città Proibita, così come Piazza Vittorio Emanuele, è un mix; c’è il gongfu movie, l’azione, la commedia, il dramma familiare, c’è una storia d’amore, c’è un forte richiamo a Quentin Tarantino e al suo Kill Bill, un groviglio che si mescola senza lasciare fuori la sua caratteristica principale, una buona dose di romanaccio.

Fin dalle prime immagini è difficile pensare che si sta per assistere alla visione di un film italiano. Solo quando si sente il primo accento romano lo spettatore realizza che il nostro cinema può competere in quanto a qualità e quantità nel vasto universo cinematografico mondiale.

Si passa dalla Cina a Roma, una città proibita che tutti vogliono comandare. Tra le cucine di un ristorante cinese si svolge, tra padelle e grattugie, una scena di kung fu, orchestrata in maniera magistrale. Mei, una lady vendetta, è alla ricerca della sorella, venuta a Roma per lavorare come prostituta per Mr. Wang, proprietario del ristorante La Città Proibita, e ora misteriosamente scomparsa. L’unico indizio è un nome, quello di Alfredo, proprietario di un ristorante romano dove lavorano la moglie e il figlio Marcello. I destini dei due ragazzi si incontrano, entrambi sono alla ricerca del proprio caro.

A Roma, non manca la violenza tra le strade, soprattutto in quelle dell’Esquilino. Da una parte la mafia cinese, dall’altra quella romana. Il potere sulla città mette in luce un problema sociale ancora oggi troppo radicato. Le diverse etnie che vivono nel quartiere esquilino sono viste come degli “estranei” che occupano il nostro territorio ma questo non impedisce, a chi comanda o vorrebbe comandare, di sfruttare a proprio piacimento i più deboli.

Alla violenza e al kung fu si mescolano i problemi famigliari, quelli di Marcello, prigioniero della cucina del ristorante del padre. Quelli di Mei, vittima delle leggi cinesi che impedivano alle famiglie di avere più di un figlio. Cresciuta sempre all’ombra della sorella, l’unica realtà conosciuta era quella vissuta attraverso i racconti e gli occhi della sorella. Ma c’è anche l’amore che nasce tra le strade di Roma. Come in Vacanze Romane, un giro in vespa tra le bellezze della Città Eterna, i due si innamorano.

Kung fu, azione, sentimenti ma soprattutto la comicità. Quella romana, quasi involontaria, tipica dei film di Mainetti. Come la giusta dose di salsa di soia, come il guanciale per la carbonara, il romanaccio si sposa bene con tutto il resto del film, anche se a volte può sembrare in eccesso.

Gabriele Mainetti si conferma, per la terza volta, il regista italiano più visionario, capace di guardare oltre i nostri confini cinematografici, riuscendo a competere con il panorama mondiale, senza dimenticare quella dose di italianità che diventa la sua firma registica. E se, dopo la visione de La Città Proibita vi verrà voglia di un piatto di spaghetti di soia, è tutto perfettamente normale.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: La Città Proibita
  • Genere: Commedia, azione
  • Regia: Gabriele Mainetti
  • Sceneggiatura: Stefano Bises, Gabriele Mainetti, Davide Serino
  • Casa di produzione: Piper Film, Wildside, Goon Films
  • Distribuzione: Piper Film
  • Interpreti: Enrico Borello, Yaxi Liu, Marco Giallini, Sabrina Ferilli, Chunyu Shanshan, Luca Zingaretti, Elisa Wong, Paolo Buglioni
  • Durata: 138 minuti
  • Origine: Italia 2025
  • Data d’uscita:
  • Data d’uscita italiana: 13/03/2025

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