Quando non servono le parole per raccontare una storia e farti emozionare.


Una favola raccontata attraverso le immagini

Flow è il secondo lungometraggio d’animazione di Gints Zilbalodis, presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard e in concorso alla ventiduesima edizione di Alice nella Città. Come l’acqua sommerge il mondo dei protagonisti, anche lo spettatore è travolto da un vortice di emozioni e angoscia, per poi lasciare spazio ad un importante messaggio umano di accettazione e solidarietà.


Trama:

In un mondo popolato da animali e gli esseri umani sono scomparsi, un gatto nero conduce la sua vita solitaria ma, l’arrivo di un’inondazione, lo costringe gatto a mettersi in salvo su una barca che deve condividere insieme a un variopinto gruppo di animali, tra cui un lemure, un cane labrador, un capibara e una gru. Tra paesaggi di abbagliante bellezza e pericoli imprevisti, il viaggio farà capire a tutti che l’unione è la loro vera forza.


Spesso le immagini esprimono più di mille parole. Flow ne è l’esempio. Zilbalodis usa gli animali per raccontare una storia dal forte impatto politico e culturale. C’è un gatto che per sua natura ha paura dell’acqua, i cani che cercano di catturarlo, un ciclo naturale delle cose. Ma forse c’è ancora qualcosa di sbagliato nel mondo, non in quello del film ma in quello reale, nel nostro mondo. Un’inondazione spazza via tutto, il gatto solitario è costretto ad imbarcarsi su una nave con la più improbabile delle compagnie: un capibara, un lemure, un labrador e una gru. Il regista lettone trasforma la novella dell’Arca di Noè in una favola che racconta tematiche, anzi problematiche attuali. La scelta degli animali non è casuale: un gatto nero; un cane che faceva parte del branco che dava la caccia al gatto; un uccello dall’aspetto regale; due animali esotici come il capibara, originario del Sud America e il lemure, del Madagascar. Tutti diversi nell’appartenenza, nella razza, nel linguaggio ma, soprattutto, incapaci all’apparenza di vivere insieme.

Il viaggio è insidioso, ma il limite imposto dalle barriere culturali è il pericolo maggiore. Ma il gatto, tra gli animali più schivi, inizierà a capire che la solidarietà è il mezzo più importante per la sopravvivenza. Si abbattono le barriere e gli animali impareranno a convivere tra di loro.

È assurdo definire “rivoluzionario” l’aiuto e il rispetto reciproco, ma la realtà è che il concetto di inclusione è ancora troppo lontano. Allora sì, l’atteggiamento dei protagonisti è assolutamente rivoluzionario, una dimostrazione di umanità che forse non è una prerogativa solo dell’essere umano.

Tutta la narrazione è accompagnata dai suoni della natura, dai versi e dalle musiche. Seppur animali, il regista sceglie di umanizzarli quel tanto che basta per renderne più chiari e significativi i comportamenti. L’uso della computer grafica rende più veritiero possibile i personaggi, complice anche un attento studio su ogni singolo personaggio. Ma, nonostante l’utilizzo delle più moderne tecnologie, ogni fotogramma sembra la pennellata di un pittore.

Flow è una favola intelligente capace di emozionare e creare angoscia per la sorte dei personaggi. Si parla già di una possibile candidatura agli Oscar (più che meritata), ma il film ha già vinto il più prezioso dei premi, quello di entrare nel cuore delle persone e lasciargli il più bello dei messaggi.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Flow
  • Genere: Animazione
  • Regia: Gints Zilbalodis
  • Sceneggiatura: Gints Zilbalodis
  • Casa di produzione: Dream Well Studio, Sacrebleu Productions, Take Five
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Interpreti:
  • Durata: 85 minuti
  • Origine: Belgio, Lettonia, Francia, 2024
  • Data d’uscita: 30/10/2024
  • Data d’uscita italiana: 07/11/2024

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