Tra cinema e videogioco, Harmony Korine torna al Lido di Venezia estremamente visionaria.
Con Baby Invasion, Harmony Korine torna a scuotere le fondamenta del cinema contemporaneo, presentando fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia un’opera tanto disturbante quanto affascinante, che ridefinisce i confini tra videogioco, cinema e performance visiva.
Trama:
Baby Invasion è un nuovo e ultra-realistico gioco sparatutto in soggettiva multi-giocatore che segue un gruppo di mercenari che usano volti di neonati come avatar per nascondere la propria identità. Incaricati di entrare e far piazza pulita nelle ville dei ricchi e dei potenti, prima che il tempo scada i giocatori devono esplorarne ogni cunicolo. Colonna sonora originale di Burial.
L’impianto narrativo è volutamente minimale: un gioco sparatutto in soggettiva, multiplayer, in cui dei mercenari – coperti da inquietanti avatar con volti di neonati – irrompono in lussuose dimore per annientare bersagli invisibili prima dello scadere del tempo. È tutto fuorché una commedia per famiglie. Ciò che Baby Invasion racconta va ben oltre la superficie da gaming iperviolento. Tra passeggini armati, tutine glitterate e dialoghi assurdi che sembrano usciti da una fiaba scritta sotto acido, Korine trasforma l’infanzia in un veicolo sovversivo, un’allegoria feroce della nostra società anestetizzata e ipercontrollata.
Visivamente, Baby Invasion è un’esplosione di colori stroboscopici, VHS sgranati, animazioni glitchate e riprese oniriche che oscillano tra l’horror e il videoclip musicale. Ogni inquadratura è carica di una tensione grottesca, tra il trash calcolato e una poetica marginale che ormai solo Korine sa maneggiare con questa precisione emotiva. Lungi dall’essere una narrazione lineare, il film procede per accumulo di immagini, suggestioni, frammenti di dialogo e performance volutamente sopra le righe. Il linguaggio è sperimentale, la struttura quasi inesistente, ma è proprio in questa anarchia che Korine trova il suo senso più profondo: Baby Invasion non vuole spiegare, vuole far sentire. Ma è la scelta disturbante degli avatar –
neonati con sguardi inespressivi e corpi goffi – a dare al film la sua forza iconica e grottesca. La dissonanza tra innocenza apparente e brutalità d’azione genera un cortocircuito visivo ed etico che lascia lo spettatore in una perenne condizione di disagio.

La colonna sonora originale firmata da Burial è parte integrante dell’esperienza: un flusso cupo, dilatato, che accompagna con malinconia alienante le irruzioni nelle ville postmoderne, immerse in luci fredde e silenzi artificiali. Il sound design, ovattato e frammentato, amplifica il senso di isolamento e annichilimento morale.
Baby Invasion non offre appigli narrativi convenzionali. Non ci sono eroi né redenzione, solo un loop infernale dove l’identità evapora sotto la superficie dell’intrattenimento interattivo. Non è un film per tutti, e non vuole esserlo. C’è chi la definirà provocazione sterile, chi invece la interpreterà come una lucida analisi sul futuro disumanizzato della violenza mediatica. Ma per chi è disposto a lasciarsi travolgere dalla visione estrema di Korine, Baby Invasion è un’esperienza cinematografica radicale, delirante, e sorprendentemente profetica. Con questo film, Harmony Korine non si limita a guardare il
presente: lo ingrandisce, lo distorce, e ce lo restituisce come uno specchio rotto. E in ogni frammento ci siamo anche noi.
Scheda tecnica:
- Titolo originale: Baby Invasion
- Genere: Thrillr
- Regia: Harmony Korine
- Sceneggiatura: Harmony Korine
- Casa di produzione: EDGLRD, Picture Perfect
- Distribuzione:
- Interpreti: Juan Bofill, Steven Rodriguez, Shawn Thomas, Antonio Jackson, Tej Limlas
- Durata: 80 minuti
- Origine: Stati Uniti, 2024
- Data d’uscita: 21/03/2025
- Data d’uscita italiana:






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