Torniamo nell’universo di Alien, che questa volta porta la firma di Alvarez.


Fuggire o combattere?

Nel 1979, Ridley Scott realizzò un film che unì, per la prima volta, il genere horror alla fantascienza. Scott diede il via ad una delle saghe più amate, dopo di lui altri registi si appropriarono di questo successo per dare una propria reinterpretazione di questo mondo alieno e fu realizzato un crossover con l’universo di Predator. Oggi, arriva nelle sale il settimo capitolo della saga che porta la firma di Fede Alvarez.


Trama:

Rovistando nelle profondità di una stazione spaziale abbandonata, un gruppo di giovani colonizzatori dello spazio si trova faccia a faccia con la forma di vita più terrificante dell’universo


Fede Alvarez fa una mossa intelligente, punta sulla nostalgia, non un sequel o un prequel, come forse molti si sarebbero aspettati, ma un midquel, ovvero una storia che racconta il vuoto temporale che è stato tralasciato tra due capitoli, in questo caso, il vuoto tra Alien del 1979 e Aliens – Scontro Finale di James Cameron.

Alvarez dirige una storia molto semplice che si arricchisce di riferimenti, ci riporta in una stazione spaziale abbandonata, un gruppo di giovani è alla ricerca di risorse. Durante l’esplorazione, scoprono i terrificanti avvenimenti che si sono verificati all’interno della stazione spaziale Romulus. Ed è qui che la storia si ripete, gli Xenomorfi braccano tutti i membri della missione.

Xenomorph in 20th Century Studios’ ALIEN: ROMULUS. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2024 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Alien: Romulus si muove su due fronti, da una parte vuole strizzare l’occhio a tutti i fan della saga, caricando il film di citazioni che abbracciano un po’ tutti i film, dall’altra si appropria di alcuni elementi già visti nei precedenti Alien ma crea una propria identità che si incastra perfettamente nel franchise. Si introducono, per la prima volta, giovani personaggi e, come nel primo Alien, una donna viene messa al centro dell’azione, Rain, interpretata da Cailee Spaeny, ma con le dovute differenze. Rain è una ragazza che, dopo la morte dei genitori, vuole trovare una vita migliore per lei e suo fratello Andy, un sintetico creato dalla Weyland-Yutani Corporation, la compagnia che gestisce la colonia mineraria da dove Rain cerca di scappare. L’unico tassello che lega Rain al personaggio interpretato da Sigourney Weaver, è la determinazione.

Alvarez ha creato un mondo visivamente spettacolare che trasporta il pubblico in un universo oscuro, carico di tensione e orrore. Il regista decide di portare Alien: Romulus alle origini, non solo per quanto riguarda la storia, ma anche dal punto di vista delle colonne sonore, con richiami ai film precedenti, e visivo, utilizzando tecniche visive del passato, una lettera d’amore a Ridley Scott e tutti i registi che l’hanno preceduto nel portare sul grande schermo il franchise di Alien.

Alien: Romulus riporta alle origini un franchise di grande successo e diventa il capitolo migliore dopo quello del 1979.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Alien: Romulus
  • Genere: Fantascienza, horror
  • Regia: Fede Alvarez
  • Sceneggiatura: Fede Alvarez, Rodo Sayagues
  • Casa di produzione: 20th Century Studios, Scott Free Productions, Brandywine Production
  • Distribuzione: 20th Century Studios
  • Interpreti: Cailee Spaeny, David Jonsson, Archie Renaux, Isabella Merced, Spike Fearn, Aileen Wu
  • Durata: 119 minuti
  • Origine: Stati Uniti, 2024
  • Data d’uscita: 16/08/2024
  • Data d’uscita italiana: 14/08/2024

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