Il progetto di una vita di Michael Mann


Più fastidioso del rombo delle macchine c’è solo il pessimo italiano degli attori

Ci sono voluti 30 anni per realizzare Ferrari, il nuovo film di Michael Mann, ispirato al libro del giornalista Brock Yates, Enzo Ferrari: The Man and the Machine, presentato in concorso alla 80°Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Un progetto di una vita che però non ha ottenuto l’effetto desiderato, nonostante l’enorme attesa che si era creata dietro al film.


Trama:

Modena 1957. Enzo Ferrari, ex pilota e costruttore delle auto più famose al mondo, sta vivendo una crisi personale e professionale. L’azienda che dieci anni prima aveva creato dal nulla è in grave difficoltà e anche il matrimonio con la moglie Laura sta diventando sempre più tempestoso dopo la morte del loro unico figlio Dino e la scoperta dell’esistenza di Piero, il figlio che Ferrari aveva avuto da una relazione extraconiugale. In cerca di riscatto, il “Drake” decide di puntare tutto su una gara di velocità che si disputa in Italia: la leggendaria Mille Miglia.


Il regista di Heat – La sfida porta su grande schermo la biografia di Enzo Ferrari, in particolare l’anno del 1957, un periodo buio e difficile della sua vita. L’Enzo Ferrari sotto i riflettori non è il pilota di successo, “Il Cavaliere”, “L’ingegnere” “Il Drake”, come lo definiva la stampa sportiva, l’Enzo Ferrari di Mann è un uomo che sta affrontando una crisi professionale e familiare. Diversi attori erano stati scelti per interpretare “Il Drake” di Michael Mann, da Christian Bale a Hugh Jackman, ma alla fine è Adam Driver che salva il progetto e da la possibilità al regista di realizzare il film.

Siamo passati dall’entusiasmo dell’annuncio alla delusione post proiezione. Il film di Michael Mann è stato travolto, per la maggior parte, da critiche negative. In molti hanno paragonato il progetto di Mann ad House of Gucci, sostenendo che ancora una volta, c’è una visione troppo stereotipata di noi italiani. Personalmente trovo il paragone un po’ eccessivo perché si, l’italiano di Ferrari è stereotipato, ma non in maniera così ridicola come nel film di Ridley Scott.

Il film si divide in due parti: una prima parte molto lenta, dove si concentra la maggior parte della storia e una seconda parte che cambia il ritmo, quasi come se premesse il piede sull’acceleratore, e salva un po’ il film.

C’è la storia, c’è un ottimo regista, un budget importante, 90 milioni di dollari, e ci sono gli attori, Adam Driver, Penèlope Cruz, Shailene Woodley e Patrick Dempsey, eppure nonostante questo assemblamento perfetto qualcosa è andato storto e la corsa della Ferrari si blocca ancor prima di percorrere la Mille Miglia.

Partiamo dal problema di fondo che ha fatto scatenare l’ira di Pierfrancesco Favino. Sinceramente non condivido questa idea che solo noi italiani dobbiamo raccontare le nostre storie, anche perché non siamo sempre dei geni a raccontarle. Ma Michael Mann commette lo stesso errore di Scott, ovvero far recitare gli attori per metà in inglese e per metà in un pessimo e improponibile italiano. Ed è forse questo che rende la visione di noi italiani così esagerata al limite del ridicolo. Racconta una storia italiana ma fai recitare gli attori nella loro lingua, tanto siamo uno dei pochi Paesi che ancora è ancorato all’idea di doppiare qualunque cosa. Ma per una volta mi sento di dirvi, beati voi che lo vedrete doppiato e forse apprezzerete di più il film.

Altro enorme problema del film. Il montaggio confusionario e, in particolare, alcune scelte registiche che ti fanno domandare se dietro la regia c’è ancora Mann o un regista alle prime armi.

Ricordo che qualche giorno prima dalla visione del film a Venezia era uscita un affermazione che definiva la scena della tragedia di Guidizzolo adrenalinica e mozza fiato. Bene, un altro enorme problema del film sono proprio gli effetti speciali. Durante questa famosa scena sembra proprio di vedere i manichini lanciati per aria.

Mi dispiace bocciare completamente il film, perché racconta una storia davvero interessante che non mette in primo piano l’uomo di successo, ma un uomo comune che vive momenti di fragilità e di dolore, un uomo che ha perso un figlio, che vive la crisi di un matrimonio e il rischio di perdere tutto.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Ferrari
  • Genere: Biografico
  • Regia: Michael Mann
  • Sceneggiatura: Troy Kennedy-Martin
  • Casa di produzione: Forward Pass, Storyteller Productions, Moto Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment
  • Distribuzione: 01 Distributionony
  • Interpreti: Adam Driver, Penèlope Cruz, Shailene Woodley, Patrick Dempsey, Gabriel Leone, Sarah Gadon, Jack O’Connell
  • Durata: 130 minuti
  • Origine: Stati Uniti, 2023
  • Data d’uscita: 14/12/2023
  • Data d’uscita italiana: 14/12/2023

Lascia un commento

In voga