Esce oggi in sala l’ultimo capitolo della saga di Indiana Jones


Ciao Indy!

Arriva al cinema il quinto capitolo che vede Harrison Ford indossare per l’ultima volta i panni di Indiana Jones. Non mi aspettavo un capolavoro perché, parliamoci chiaro, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo aveva letteralmente ucciso le nostre aspettative. Però almeno era divertente. Quindi, non mi aspettavo un capolavoro ma neanche una delusione totale.


Trama:

E’ il 1969 e, dopo più di dieci anni di insegnamento all’Hunter College di New York, per Indiana Jones è ore di andare in pensione. Helena Shaw, la sua figlioccia che non vede da anni, va a fargli visita e per l’archeologo è ora di una nuova avventura.


Che cosa mi aspettavo io da Indiana Jones? Un film celebrativo, forse, un’ultima avventura che vede Harrison Ford nei panni del famoso archeologo e che magari mi facesse scendere qualche lacrima nostalgica a fine film. Niente di tutto questo è avvenuto. Forse colpa mia che ho elevato le mie aspettative, perché sono cresciuta con le avventure di Indiana Jones, ho rifatto tutto il rewatch per prepararmi a vedere questo ultimo capitolo, e poi il cast, e poi e poi e poi. Il film si è rivelato, per il mio punto di vista, privo di idee, un’accozzagli di cose buttate in due ore interminabili di film, scene d’azione allungate fino allo sfinimento che, invece di aumentare l’adrenalina, risultano noiose. Si apre il film con Indy ringiovanito al computer, quasi da risultare ridicolo, e poi la scena ci propone un uomo ormai anziano e stanco ma, improvvisamente, acquista nuovamente l’agilità di quando aveva trent’anni. Ma com’è possibile? Dov’è la coerenza logica in tutto questo. Come può un uomo che ormai si trascina, visto l’età ormai evidente, farsi mezza New York a cavallo, saltare da una macchina o lanciarsi a destra e a manca? Come può un uomo ricercato lasciare il Paese? Ci siamo lamentati tanto del quarto capitolo, ma almeno mi ha strappato qualche risata. I personaggi stanno insieme ma non si crea quella chimica necessaria che aiuta il pubblico ad empatizzare con loro, la storia è poco articolata e il montaggio è pessimo. Si richiamano i precedenti film ma quasi non te ne importa nulla perché il film è totalmente anonimo.

Indiana Jones (Harrison Ford) in Lucasfilm’s IJ5. ©2022 Lucasfilm Ltd. & TM. All Rights Reserved.

Si cerca di creare una sorta di finale poetico per Indy che in realtà è ridicolo e incongruente, ma evito di soffermarmi perché è uno spoiler. Dov’è l’anima del film, l’adrenalina, l’avventura, dov’è quella lacrima che mi aspettavo di veder scendere a fine film perché mi ricordi che non vedrò più Harrison Ford indossare il famoso cappello? Non mi aspettavo una regia come quella di Steven Spielberg, anzi mi rendo anche conto della difficoltà di Mangold di prendere in eredità un mostro sacro del cinema, ma di certo non volevo vedere un film senza cuore. Peccato per quella lacrima non scesa, per le emozioni non vissute, per quell’adrenalina che si è spenta dopo 5 minuti di film. Peccato che invece di provarci ci accontentiamo di sfruttare un successo per strappare qualche biglietto al cinema dimenticandoci che il cinema è emozioni.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Indiana Jones and the Dial of Destiny
  • Genere: Avventura, azione
  • Regia: James Mangold
  • Sceneggiatura: James Mangold, John Rhys-Davies, Jez Butterworth
  • Casa di produzione: Lucasfilm, Amblin Entertainment, Paramount Pictures
  • Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
  • Interpreti: Harrison Ford, Phoebe Waller-Bridge, Mads Mikkelsen, Thomas Kretschmann, Boyd Holbrook, Toby Jones, Antonio Banderas, John-Henry Butterworth, Jill Winternitz, Olivier Richters, Shaunette Renée Wilson
  • Durata: 143 minuti
  • Origine: Stati Uniti, 2023
  • Data d’uscita: 30/06/2023
  • Data d’uscita italiana: 28/06/2023

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