L’incontro con i registi, il cast e gli sceneggiatori di Denti da Squalo


Una favola moderna sul mare

L’8 giugno, grazie a Lucky Red, arriverà nei cinema l’opera prima di Davide Gentile, Denti da Squalo. Protagonisti del film Virginia Raffaele, Claudio Santamaria, Edoardo Pesce e, per la prima volta sul grande schermo, il giovane protagonista Tiziano Menichelli. La sceneggiatura è firmata da Valerio Cilio e Gianluca Leoncini, vincitori del Premio Solinas.
Denti da Squalo è una produzione Goon Films, Lucky Red, Ideacinema con Rai Cinema, in collaborazione con Prime Video e ne sono produttori Gabriele Mainetti per Goon FilmMattia Guerra, Stefano Massenzi e Andrea Occhipinti per Lucky RedClaudio Federico e Jacopo Saraceni per Ideacinema.

Alla conferenza stampa romana hanno preso parte gli attori Virginia Raffaele, Edoardo Pesce, Tiziano Menichelli e Stefano Rosci, il regista Davide Gentile e gli sceneggiatori Valerio Cilio e Gianluca Leoncini.


Come siete arrivati a questo progetto?

Edoardo Pesce: Sono stato invitato all’interno di questo progetto da Luck Red, Ci conosciamo bene con Valerio che ha scritto questo personaggio su di me, che sono diventato un po’ la Jessica Rabbit de’ noantri, quindi quando c’è da fare un cattivo vengo interpellato. Oltretutto ho messo del mio nel personaggio del Corsaro. Mio padre portava le scarpe del Dottor Scholl, proprio come fa il mio personaggio. Sempre lui cantava questa canzone, di questi 15 uomini, tratta da L’Isola del Tesoro che poi ho usato nel film. E’ una partecipazione che ho fatto molto volentieri all’interno di questa favola del mare moderna.

Virginia Raffaele: Sono stata da Lucky Red, da Mainetti e da Davide. Ho voluto sperimentarmi in questo ruolo differente da quello che ho sempre fatto. Fa parte del lavoro di un attore mettersi a disposizione di un ruolo anche se apparentemente differente. Ma secondo me in un ruolo drammatico ci può essere un filo di ironia, che contrasta e mette in risalto alcune cose. E’ una storia molto reale per questo ho tentato di portare un sentimento, di prestarlo a questo personaggio.

Davide Gentile: Farei un passo indietro. Nove anni fa, Valerio Cilio e Gianluca Leoncini hanno scritto questa sceneggiatura che, come nei grandi film, viene dimenticata da qualche parte e riesumata anni dopo. A fine 2020, dopo aver letto la sceneggiatura, mi è stato proposto un incontro con Gabriele e da lì è nato tutto. Dopo mesi a parlare abbiamo deciso, insieme a Lucky Red, Rai Cinema e Amazon di portare avanti questa avventura molto complicata e ambiziosa.

Tiziano Menichelli: In realtà sono stato trovato da te (riferendosi al regista). Io ero ad una festa dove c’erano diversi giochi e tu stavi cercando un ragazzo. Leggendo la sceneggiatura c’era scritto che avevo 12/13 anni, ma non li dimostravo. Mi ha visto così e mi ha scelto.

Davide Gentile: E’ stato un segno dal cielo. Abbiamo fatto 600 casting, lui è arrivato dopo aver trovato Stefano e in lui ho riconosciuto subito Carlo. Però non trovavamo Walter, a cinque settimane dallo shooting era un rischio perché poteva essere spostato il film.

Stefano Rosci: Io ho fatto il casting che aveva mandato un amico di mia madre che ha lavorato per cinque anni dietro le quinte del cinema ed ha sempre puntato su di me. All’inizio ero indeciso e alla fine mi sono detto “proviamoci”.

Ci sono riferimenti letterari o cinematografici? e Davide come hai lavorato sugli effetti speciali?

Gianluca Leoncini: Difficile dire quali sono i riferimenti, c’è un immaginario con cui siamo cresciuti, la voglia di raccontare una favola realistica ma che mantenesse un punto di vista ancorato a quello del protagonista. Volevamo mantenere la sua innocenza anche quando non ci sono momenti innocenti. Sono molti i riferimenti, dai Goonies a qualsiasi favola che abbiamo incontrato, a tutto il cinema con cui siamo cresciuti. La voglia di raccontare un mostro e la meraviglia di un bambino che incontra il drago, in questo caso lo squalo.

Valerio Cilio: Per quanto riguarda i riferimenti da Francesco Torri a Italo Calvino. Anni fa avevo visto una foto su internet di un ragazzino che portava al mercato uno squaletto morto sulle spalle. Mi è entrata dentro questa immagine ed ho avuto un colpo di genio, ne ho parlato con Gianluca e da lì, nei ritagli di tempo, l’abbiamo scritta ed è diventata la storia a cui tenevamo di più.

Davide Gentile: Uno squalo vero era complicato. Abbiamo cercato uno erbivoro, ma nessuno si fidava a mettere Tiziano in quella piscina, quindi abbiamo capito che la tecnica miste era la cosa migliore. Da un lato un animatronic. Con la casa di post produzione che ha gestito tutti gli effetti visivi, abbiamo anticipato tutte le problematiche che potevano arrivare utilizzando una creatura che non era mai stata fatta a questo livello in Italia, quindi né l’animatronic né la parte di CGI. Abbiamo costruito uno squalo in digitale che poi abbiamo stampato in 3D, anticipando con gli storyboard tutte quelle che potevano essere le complicazioni per gli attori nell’immaginarsi un elemento che non era poi fisico lì, quindi la credibilità nel rapporto tra Walter, Carlo e lo squalo.

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