Il Maestro ci regala un altro capolavoro


Suo figlio lo libereremo, quando avremo liberato Roma

Marco Bellocchio porta in concorso al 76esimo Festival di Cannes, il suo ultimo film Rapito. Da oggi la pellicola è nei cinema italiani, accompagnata dall’ovazione, più che meritata, ricevuta a Cannes.


Trama:

Bologna, 23 giugno 1858, Edgardo Mortara, un bambino ebreo di sei anni, viene rapito dalla gendarmeria pontificia, per ordine di Papa Pio IX. Il motivo del rapimento è un presunto battesimo celebrato di nascosto a pochi mesi dalla sua nascita da un domestica, preoccupata per la sua salute. Da ebreo a cristiano, ma anche un caso diplomatico che coinvolse tutto il mondo.


Un fatto di cronaca, una pagina oscura della nostra storia che ritorta Bellocchio ad un cinema laico, caratteristica principale della sua filmografia. Questa volta il regista punta il dito contro il Vaticano avvalendosi di un dramma familiare. Una tragedia quella della famiglia Mortara che si trasforma in una guerra contro la religione, contro il suo potere assoluto. Ma Bellocchio non racconta fatti di cronaca, il lato umano delle persone coinvolte. Proprio per questo motivo è impossibile rimanere lucidi, non si può rimanere imparziali e non giudicare ciò che si è appena visto.

Il caso di Mortara attirò l’attenzione anche di Steven Spielberg, ma il progetto non vide mai la luce. Rapito è un film perfetto sotto ogni punto di vista. Dalla regia di Bellocchio alla sceneggiatura scritta a quattro mani con Susanna Nicchiarelli. Una ricostruzione storica attenta e precisa, grazie anche ai costumi di Daria Calvelli e Sergio Ballo e alle scenografie di Andrea Castorina.

Mentre il film scorre è impossibile trattenere le lacrime, le stesse lacrime di un padre, Fausto Russo Alesi che lotta per riavere il figlio, un uomo che cerca di essere forte per tutti, ma soffoca dentro di se una disperazione, che esplode quando quell’unico barlume di speranza viene spazzato via da un potere più grande e impossibile da sconfiggere. La vincitrice del David di Donatello per il suo ruolo in Settembre, Barbara Ronchi è una madre che non perde mai la sua determinazione. Paolo Pierobon è Papa Pio IX, una figura imponente capace di incutere timore, ogni suo gesto, ogni suo sorriso, un suo sguardo dimostra l’enorme potere che esercita su Roma. Insieme a Fabrizio Gifuni e Filippo Timi rappresentano una sorta di inferno che inghiotte le povere anime colpevoli di essere nati sotto una religione diversa.

Rapito è un film straordinario, che fa riflettere, commuove e incazzare. Non sappiamo ancora se a Cannes Bellocchio porterà a casa qualche premio, ma di sicuro si consacra ancora una volta come uno dei registi migliori del nostro panorama.


Scheda tecnica:
  • Titolo originale: Rapito
  • Genere: Drammatico, storico
  • Regia: Marco Bellocchio
  • Sceneggiatura: Marco Bellocchio, Susanna Nicchiarelli
  • Casa di produzione: IBC Movie, Kavac Film, Rai Cinema, Ad Vitam Production, The Match Factory
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Interpreti: Paolo Pierobon, Barbara Ronchi, Fausto Russo Alesi, Enea Sala, Filippo Timi, Fabrizio Gifuni, Leonardo Maltese
  • Durata: 134 minuti
  • Origine: Italia, Francia, Germania, 2023
  • Data d’uscita: 08/11/2023
  • Data d’uscita italiana: 25/05/2023

Una replica a “Rapito, di Marco Bellocchio”

  1. […] drasticamente quando il lavoro ti occupa la maggior parte delle giornate. Poi ci sono film, come Rapito di Bellocchio o Sanctuary di Zachary Wigon, Ritorno a Seoul di Davy Chou, per citarne alcuni, che […]

    "Mi piace"

Lascia un commento

In voga