La conferenza stampa sul film evento che sarà al cinema per tre giorni.

Un invito ad alzarsi, ritrovare il meglio di noi stessi e riprendere in mano la nostra vita

Pochi giorni fa si svolta la conferenza stampa del film evento Tutti Su! Buon compleanno Claudio, che uscirà nelle sale cinematografiche il 15, 16 e 17 maggio. Il film è prodotto da Friends & Partners insieme con Come SRL, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e distribuito da Medusa Film. Un evento cinematografico sul progetto musicale inedito di Claudio Baglioni “Dodici note – TUTTI SU!” che raccoglie i 12 eventi che hanno avuto luogo dal 3 al 19 giugno 2022 alle Terme di Caracalla. Per l’evento musicale, Baglioni è stato accompagnato da 123 tra musicisti, coristi e performer classici e moderni, la direzione artistica e la regia teatrale sono di Giuliano Peparini e la video regia di Duccio Forzano, che hanno preso parte alla conferenza stampa insieme all’artista. In scena si è esibita anche l’Orchestra Italiana del Cinema, diretta da Danilo Minotti anche autore degli arrangiamenti insieme a Paolo Gianolio, e il Coro Giuseppe Verdi con il Direttore Artistico Marco Tartaglia e il Maestro del Coro Anna Elena Masini.


Ballerini, coreografie, giochi di luce, all’inizio sembra di assistere ad una sorta di espressione di volontà di potenza. Man mano sembra che tu (riferito a Claudio Baglioni) sia disposto a rinunciare al protagonismo assoluto in favore di un rito collettivo.

Claudio Baglioni: È un’impressione corretta anche perché è visibile. È un percorso che io ho iniziato circa 33 anni fa, ovvero di tentare, come forma espressiva dal vivo, un’operazione in cui si mettessero insieme più discipline. È una ricerca, quella di individuare si negli spazi sia nei contenuti, la possibilità di un racconto multidisciplinare dove, il suono, la musica, la parola, il gesto, la luce, si fondono per suscitare emozioni.

Quei quadri che sono interpretati da personaggi che sono a metà tra dei moderni Pierrot e personaggi usciti da una corte dei miracoli. Quali sono le sonorità di Claudio che ti hanno ispirato in questa direzione.

Giuliano Peparini: Le sonorità di Claudio mi accompagnano da quando sono piccolo. Ogni volta si cerca di vedere come poterle reinterpretare, dargli una chiave diversa, ad esempio, se un pezzo di Claudio viene orchestrato in maniera diversa, si cerca un altro colore. Questa volta avevamo voglia di fare qualcosa più legato ad individui precisi, siamo partiti da questi dodici personaggi perché c’erano dodici note, quindi volevamo legarci a quello. Loro sono uno diverso dall’altro, sono molto singolari anche rispetto a quello che fanno. Per quanto riguarda il lavoro legato alle sonorità di Claudio, lui ha un modo di scrivere molto melodico e semplice anche per una coreografia, è talmente vario e vasto che non c’è mai una difficoltà su come interpretare questo ritmo e questa musica. Io lavoro molto con i testi e i suoi raccontano e quindi il racconto esce da sé piano piano.

Duccio questo è uno spettacolo che si pone tra più piani, pop, musical e anche un’atmosfera da melodramma. Qual è la chiave registica più efficace per istituire una narrazione di uno spettacolo così complesso.

Duccio Forzano: Per prima cosa avendo rispetto del racconto stesso, avere rispetto di ciò che accade sul palco. E poi, inevitabilmente, una sinergia con Claudio e Giuliano, per riuscire a raccontare, un’inquadratura dopo l’altra, una storia. La difficoltà di raccontare in televisione o nel cinema, è esattamente questa, avere uno schermo che ti fa vedere una cosa per volta mentre sul palco ne succedono tante contemporaneamente. Qui entra in gioco la sinergia con gli artisti per dare la priorità e avere rispetto del racconto stesso.

Lascia un commento

In voga